GLI
OROLOGI E IL TEMPO
 L'orologio
è uno strumento di
indicazione dell'ora e,
in senso più generale,
di misurazione del
trascorrere del tempo. È
costituito essenzialmente
da un motore, da un
sistema di trasmissione e
di controllo dell'energia
nonché da un vero e
proprio indicatore del
tempo: il quadrante.
Dagli antichi orologi a
pendolo ai moderni
modelli a energia solare,
in molte epoche
l'orologio ha travalicato
il significato per il
quale è stato ideato -
quello di registrare
appunto il passare del
tempo - finendo per
diventare un vero status
symbol, decodificatore
degli usi e costumi di
popoli differenti e di
differenti generazioni.
L'esigenza di misurare il
trascorrere del tempo era
sentita fin
dall'antichità. Il più
semplice strumento
realizzabile è stato la
meridiana, costituita al
minimo da un palo infisso
nel terreno, il cui uso
è documentato in Cina a
partire dal III millennio
AC. Il complesso di
Stonehenge è ritenuto un
dispositivo astronomico
per la determinazione del
momento degli equinozi.
Il Meccanismo di
Antikytera è forse un
altro antico esempio di
sistema per il calcolo
del tempo astronomico.
Lo svantaggio principale
della meridiana è quello
di non funzionare di
notte o nelle giornate
nuvolose. Per questo
motivo furono sviluppati
orologi alternativi,
basati sul progredire
regolare di eventi. La
clessidra per esempio è
un semplice dispositivo
basato sulla regolare
fuoriuscita di acqua da
un contenitore forato.
Vitruvio ha documentato
l'uso di clessidre da
parte degli Egizi. Nel
III secolo AC in Grecia
furono sviluppate
clessidre più precise in
cui acqua o sabbia fluiva
tra due contenitori
collegati. Furono create
clessidre dotate di un
sistema meccanico di
indicazione dell'ora. Le
clessidre erano usate per
scandire la durata di
gare, giochi e turni di
guardia.
ltri tipi di orologi
erano quelli a candela,
basati sul progressivo
consumo di una candela
accesa o sulla
diminuzione del livello
di combustibile in una
lampada ad olio.
Diego Velázquez: Maria
Teresa di Spagna (si
vedono due orologi appesi
alla vita)Nel secolo IX
furono creati i primi
semplici e poco precisi
orologi meccanici. In un
documento francese del
1176 è citato per la
prima volta il termine
horologe, composto dalle
parole greche hora, ora e
legein, dal significato
di dire.
Nel secolo XIII erano in
uso presso monasteri del
nord Italia orologi
meccanici in grado di
svegliare i monaci ed
annunciare i diversi
momenti della preghiera.
Erano anche chiamati
svegliatori.
I più antichi orologi da
tavolo ancora esistenti
risalgono alla metà del
secolo XVI, provenienti
dalle città di
Norimberga e Augusta. I
quadranti di questi
orologi hanno una sola
lancetta: l'intervallo
tra la tacche di due ore
è diviso in quattro
parti, in modo che si
possa stimare l'ora con
una approssimazione di un
quarto d'ora.
Una grande innovazione e
miglioramento in
precisione si è avuto
con l'invenzione
dell'orologio a pendolo,
da parte di Christiaan
Huygens nel 1657. Egli
calcolò che un pendolo
della lunghezza di 99,38
cm doveva oscillare con
un periodo di un secondo
esatto e progettò il
primo meccanismo
funzionante.
Nel 1670 l'orologiaio
inglese William Clement
inventò il meccanismo di
scappamento ad àncora,
migliore dello
scappamento a corona di
Huygens. Lo scappamento
è il meccanismo che
trasforma il moto
alternato del pendolo in
moto rotatorio di un
ingranaggio. Entro una
generazione furono
aggiunte anche le
lancette dei minuti e dei
secondi.
La novità portata dal
pendolo attrasse
l'attenzione degli
artisti, che hanno dato
vita ad una
proliferazione di stili
di orologi. Fu creata la
pendola, costituita da un
alto mobile con ospitati
i meccanismi
dell'orologio ed il
pendolo a vista. L'idea
è attribuita a William
Clement, il già citato
inventore dello
scappamento ad àncora.
Si iniziò ad impiegare
in questo periodo il
legno per costruire gli
elaborati contenitori
degli orologi.
Nel 1675
Huygens elaborò il
sistema a bilancere. Un
volano può ruotare
intorno al suo asse, ma
è vincolato da una molla
di torsione. Dapprima il
bilanciere ruota in un
senso fino ad essere
fermato dalla tensione
della molla, che
successivamente spinge il
volano a ruotare in senso
opposto fino a caricare
la molla nell'altro
senso. Il fenomeno si
ripete con regolarità.
Il principale vantaggio
di questo sistema è di
potere funzionare in
qualunque posizione e
anche in movimento. I
primi orologi di questo
tipo da taschino furono
prodotti a partire dal
secolo XV. Lo stesso
meccanismo è usato nei
moderni orologi da polso
meccanici, inventati agli
inizi del secolo XIX. |